Hortus conclusus

DSCN2222L’hortus, in quanto conclusus, è un luogo segreto e protetto, dove gli asceti, isolati dal mondo, possano avvicinarsi a Dio tramite la meditazione. L’hortus conclusus è il modello dei giardini dei monasteri: quadrangolare a simboleggiare i quattro angoli dell’Universo, con al centro un albero che simboleggia la vita, e un pozzo o una fonte che simboleggia la sorgente della conoscenza.
La pace auspicata dall’uomo si riflette nella ricerca dell’armonia fra natura e storia, e fra le varie epoche storiche. Mimmo Paladino esprime il suo messaggio usando e reinterpretando i linguaggi artistici del passato, e mette in luce i tratti in comune fra di loro.
Fra le opere dell’artista fanno comparsa pezzi di colonne, capitelli, frontoni, che accentuano il rimando alla storia della città. Inoltre è molto importante il verde, che legittima il nome di hortus. Fra gli alberi, la rosa, il giglio e la palma, simboli rispettivamente: del sangue divino, della purezza e della gloria.
L’oggetto più interessante della composizione di Paladino è forse il Cavallo di bronzo, che si erge su di un muro di cinta, e che sembra dominare da un lato sull’Hortus, dall’altro sulla parte bassa della città. Il cavallo porta una maschera d’oro come quella di Agamennone che lo rende quasi divino, e sembra evocare il mito del cavallo di Troia.
Sempre legato alle battaglie e alla difesa è il riferimento ai Sanniti, che avviene tramite gli Elmi disseminati nello spazio, ma soprattutto lo Scudo che sembra essere piovuto dal cielo, infiggendosi nel pavimento ed incurvandolo. Il grande disco ha anche la funzione di fontana; l’acqua che sgorga dalla sua sommità viene raccolta in un catino, che sembra un oggetto preso dalla vita quotidiana del passato, con i manici resi lucidi dall’uso.
Sono parecchie le fontane all’interno dell’Hortus: l’acqua con il suo rumore sottolinea il silenzio e il fluire delle riflessioni. Tra queste è particolarmente interessante una di forma umanoide, con delle lunghe braccia protese sulle quali sbocciano piccole teste. Ancora teste si trovano sull’Ombrello capovolto, ed altre autonome: una umana dalle lunghe corna ed alcune di cavallo. Ancora, una Conchiglia ed un Teschio di bue, simili a fossili, si rifanno alla storia di Benevento.
Sul fondo del giardino si trova una struttura architettonica rossa, sotto la quale si trovano un’altra fontana con una grande vasca ed una panchina realizzata con blocchi di cemento colorato. Sopra la struttura vi è un terrazzo pavimentato in coccio, cui si accede tramite un corridoio: qui si trova una sorta di Totem.